
Un progetto di ricerca europeo si chiude, ma i suoi risultati continuano a viaggiare. HiEFFICIENT, finanziato dall’UE tra il 2021 e il 2024, ha lavorato sull’elettronica di potenza dei veicoli elettrici, puntando sui semiconduttori a banda larga. Oggi quel lavoro si ritrova in caricatori, inverter, algoritmi di controllo e perfino in una spin-off belga — e alla fine puoi scoprire, con cinque domande veloci, se l’elettronica di potenza potrebbe diventare anche la tua strada.
Quando si parla di auto elettriche, di solito si pensa alla batteria. Eppure tra la batteria e le ruote c’è un mondo meno visibile: l’elettronica di potenza. Sono i circuiti che convertono, regolano e distribuiscono l’energia, decidendo quanta ne arriva davvero al motore e quanta si perde sotto forma di calore.
Il progetto HiEFFICIENT, finanziato dall’UE dal 2021 al 2024, si è concentrato proprio su questo anello della catena. L’obiettivo era sviluppare soluzioni di elettronica di potenza più potenti e affidabili, basate su semiconduttori a banda larga.
La parte interessante della storia comincia dopo la fine ufficiale del progetto. Dal 2024 i partner hanno portato sul mercato tecnologie pronte all’uso, attirando l’interesse di costruttori di veicoli (OEM) e di fornitori di primo livello (Tier 1) in Europa e in Asia. In altre parole, ciò che era nato come ricerca finanziata con fondi pubblici è diventato un prodotto che l’industria vuole provare.
Tra i risultati più concreti c’è un caricatore di bordo bidirezionale da 22 kW con un’efficienza superiore al 97%. Bidirezionale significa che l’energia può scorrere in entrambe le direzioni: dalla rete all’auto, ma anche dall’auto verso l’esterno.
Lo sviluppo non si è fermato qui. Nel 2025 è partito HiPower 5.0, un progetto di follow-up anch’esso finanziato dall’UE, che prosegue il lavoro iniziato con HiEFFICIENT.
Oltre al caricatore, diverse soluzioni sono uscite dai laboratori e sono già utilizzate o provate sul campo:
Un altro segnale che i risultati hanno trovato una seconda vita è EMAXSIS, una spin-off con sede in Belgio. L’azienda sfrutta quanto sviluppato in HiEFFICIENT e si è specializzata in tecnologie di monitoraggio per l’elettronica di potenza, con soluzioni di edge computing e IoT. Per chi studia ingegneria è un esempio chiaro di come una ricerca possa trasformarsi in un’attività imprenditoriale.
Il gruppo ha lavorato anche su un modulo di potenza di nuova generazione per la ricarica rapida. In questo caso l’obiettivo è un’efficienza superiore al 98%, con una piena capacità bidirezionale. Anche un solo punto percentuale in più, moltiplicato per milioni di ricariche, significa molta energia in meno sprecata.
Christoph Abart di AVL List GmbH, coordinatore del progetto, non ha dubbi: “I finanziamenti dell’UE sono stati fondamentali per il successo di HiEFFICIENT”. Secondo il coordinatore, il sostegno europeo ha permesso sia l’innovazione tecnica sia la collaborazione tra settori diversi.
Il progetto ha infatti riunito un consorzio europeo lungo l’intera catena del valore, dall’industria dei semiconduttori fino ai grandi costruttori di veicoli. I fondi pubblici hanno ridotto il rischio tipico della ricerca nelle fasi iniziali e accelerato la maturazione delle tecnologie. Il risultato sono soluzioni con un’efficienza superiore al 98% e una durata di vita più lunga del 20%, che contribuiscono agli obiettivi climatici europei.
HiEFFICIENT mostra che un progetto di ricerca non finisce con la relazione finale. Dal 2024 i suoi risultati sono diventati caricatori bidirezionali, algoritmi di controllo, inverter e componenti in nitruro di gallio, mentre la spin-off EMAXSIS e il nuovo progetto HiPower 5.0 portano avanti il lavoro. Per chi sceglie ingegneria elettrica, energetica o mobilità elettrica, l’elettronica di potenza è un campo in cui le idee arrivano davvero sulla strada.
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