
Quando si pensa ai satelliti nei trasporti, viene in mente soprattutto la navigazione sullo smartphone. Il progetto europeo SPATRA mostra che dall’orbita si può fare molto di più: i dati dell’osservazione della Terra, potenziati dall’intelligenza artificiale, aiutano a tenere d’occhio la temperatura delle rotaie e a ridurre la congestione a un valico di frontiera in Serbia — e alla fine puoi scoprire che viaggiatore sei nel mondo dei dati.

Un incendio o un’alluvione significano caos: fumo, acqua, linee di comunicazione interrotte e decine di squadre che devono agire insieme. Il progetto OVERWATCH, finanziato dall’UE, unisce dati da satelliti e droni, intelligenza artificiale e realtà aumentata per aiutare i soccorritori a capire più in fretta che cosa succede sul campo. Il sistema è stato messo alla prova durante esercitazioni in Portogallo e in Polonia – e alla fine puoi verificare se mantieni il sangue freddo quando conta ogni informazione.

Il sole e il vento non seguono gli orari di chi consuma energia: quando cambia il tempo, cambia anche la quantità di elettricità che arriva nella rete. Il progetto europeo RESPONDENT ha provato a ridurre questa incertezza unendo i dati dei programmi spaziali Copernicus e Galileo con le misurazioni delle stazioni meteorologiche locali, e ha messo alla prova la sua piattaforma in Grecia e in Spagna — alla fine puoi verificare quanto hai capito del legame tra satelliti e rete elettrica.

Telescopi sempre più potenti, sonde lanciate verso mondi lontani, eppure della vita extraterrestre non c'è ancora traccia. E se il problema fosse il modo in cui guardiamo? Un gruppo internazionale di ricercatori sostiene che l'astrobiologia teme tanto di annunciare per errore una scoperta da rischiare di non vedere segnali veri. È il dilemma dei falsi positivi e negativi, noto a chi studia statistica o medicina — e alla fine puoi scoprire se hai l'occhio del cacciatore di tracce aliene.

Chi si sdraia su un prato lontano dalle luci della città se ne accorge subito: le stelle non sono sparse in modo ordinato, alcune zone del cielo sono affollate e altre sembrano quasi deserte. Non è un difetto degli occhi e non è nemmeno un caso, ed è esattamente il tipo di domanda ingenua da cui parte l’astrofisica. Reinout van Weeren, professore associato all’Università di Leida, la collega alla gravità, alla forma della Via Lattea e a uno scontro già previsto con Andromeda — e in fondo puoi scoprire con che sguardo guardi il cielo.

Nei cataloghi astronomici l’età di una stella compare come un numero, spesso con più cifre decimali. Dietro quel numero, però, si nasconde un’ipotesi: quanto elio contiene la stella, un dato che nessuno sapeva misurare davvero. Il progetto europeo CartographY ha provato a sostituire la supposizione con la misura, unendo oscillazioni stellari, statistica bayesiana e apprendimento automatico — un mestiere fatto di metodo prima che di immagini, ed è proprio questo il tema delle cinque domande qui sotto.
