
I «mi piace», i commenti e le foto di viaggio possono incidere sulla scelta della meta delle vacanze più di quanto sembri, ma non per tutti allo stesso modo. Un team di ricerca americano ha analizzato le risposte di oltre 2 800 viaggiatori di quattro generazioni e ha verificato chi pianifica i viaggi pensando alle reazioni online. I risultati possono sorprendere, soprattutto per la Generazione Z e la Generazione X — e alla fine puoi verificare quanto i tuoi piani di viaggio dipendano dai social media.
Nel mondo iperconnesso di oggi, i social media influenzano i piani di viaggio delle persone. Prima di partire molti consultano blog di viaggio, post e recensioni. Resta da capire quanto sia grande davvero questa influenza e se cambi a seconda che si sia giovani o anziani.
Un team di ricerca americano ha deciso di scoprirlo. L’autrice corrispondente Sabrina Rahman sottolinea quanto il tema sia attuale: «Si tratta di un fenomeno relativamente nuovo, ma molto rilevante, dato che circa due terzi della popolazione mondiale sono ormai utenti dei social media».
Il concetto chiave dello studio ha un nome. Rahman, che ha recentemente completato il proprio dottorato presso l’Università della Georgia, lo ha spiegato in un articolo: «Ogni volta che pubblichiamo qualcosa sui social media, ci aspettiamo che i nostri coetanei rispondano positivamente e mettano un “mi piace”, oltre a commentare il post per creare un po’ di coinvolgimento».
E ha aggiunto: «Quell’aspettativa di ricevere un feedback positivo, ciò che chiamiamo “ritorno sociale”, viene messa in pratica nella nostra vita quotidiana senza nemmeno rendercene conto».
I ricercatori hanno suddiviso oltre 2 800 viaggiatori in quattro generazioni che abbracciano otto decenni:
I dati provengono da tre studi distinti condotti tra il 2016 e il 2021 su quattro destinazioni: Cuba, Francia, Slovenia e Stati Uniti. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista «Current Issues in Tourism».
Cuba e la Slovenia erano considerate destinazioni non convenzionali, perché attirano molti meno visitatori rispetto alle grandi mete turistiche mondiali come la Francia e gli Stati Uniti.
Gli intervistati hanno valutato quanto fossero d’accordo sul fatto che pubblicare foto di viaggio scattate in un luogo specifico li avrebbe fatti apparire interessanti, popolari, unici o competenti online. Hanno anche stimato le probabilità di visitare quel luogo nell’anno, nel quinquennio o nel decennio successivo. Infine, i ricercatori hanno confrontato i punteggi delle quattro generazioni per verificare se il desiderio di approvazione online, e il suo effetto sui piani di viaggio, cambiasse da una generazione all’altra.
I Boomer hanno riportato in generale i punteggi di ritorno sociale più bassi tra tutte le generazioni. I viaggiatori più anziani non ritenevano che pubblicare foto di viaggio avrebbe migliorato la loro posizione sociale quanto lo pensavano le generazioni più giovani, e questa differenza ha influenzato direttamente i loro piani.
I Millennial hanno mostrato il legame più forte tra il desiderio di avere influenza online e quello effettivo di visitare luoghi non convenzionali, come Cuba e la Slovenia. Per queste due destinazioni, i loro piani erano determinati soprattutto dall’effetto che la vacanza avrebbe fatto online. Questo gruppo non cercava di integrarsi, ma di distinguersi.
La sorpresa più grande è arrivata dalla Generazione X. Proprio lei, e non i Millennial né la Generazione Z, ha mostrato il legame più forte tra l’influenza sui social e la scelta di visitare la Francia e gli Stati Uniti.
I più giovani dello studio, la Generazione Z, non si sono mostrati interessati al clamore. I risultati hanno evidenziato una scarsa correlazione tra l’influenza sui social e il desiderio di visitare destinazioni di massa come la Francia. La Generazione Z ha preferito la novità.
È un risultato da tenere a mente per chi pensa che i più giovani scelgano la meta soprattutto in base alle foto da pubblicare. Secondo questo studio, sono le generazioni più grandi, Millennial e Generazione X, a legare di più i propri piani di viaggio a ciò che si può mostrare online.
Rahman fa notare che l’ispirazione che arriva dalla rete agisce in una fase ben precisa: la pianificazione. «Le persone consultano blog di viaggio, post e recensioni prima di partire», ha spiegato la ricercatrice. Secondo Rahman, il modo in cui si percepisce l’attrattiva delle destinazioni sui social media influenza le intenzioni di viaggio, e l’aspettativa di un feedback positivo a volte spinge a visitare certi luoghi oppure a provare un nuovo ristorante.
Per gli studenti che organizzano un viaggio, che si tratti di vacanze, di un fine settimana o di uno scambio universitario, è un buon pretesto per porsi qualche domanda. Vale la pena verificare:
Lo studio su oltre 2 800 viaggiatori mostra che l’influenza dei social media sulla scelta della meta delle vacanze dipende dall’età. I Boomer sono quelli che contano meno sul ritorno sociale. I Millennial scelgono più volentieri mete non convenzionali che permettono di distinguersi. La Generazione X si lascia guidare sorprendentemente dalla rete quando si tratta di Francia e Stati Uniti, mentre la Generazione Z preferisce semplicemente la novità.
5 domande · un minuto