
Una strada di montagna, un masso che si stacca dalla parete e un modello che lo insegue come se fosse un corpo unico: è qui che comincia l'errore. In volo la roccia si spezza, e da una sola traiettoria ne nascono molte, con energie e distanze diverse. Il progetto RIDETHERISK, guidato da Maddalena Marchelli al Politecnico di Torino, porta la frammentazione dentro i conti e mostra quanto il pericolo possa essere stato sottovalutato — e alla fine puoi vedere come ragioni tu davanti a un rischio raro ma costoso.
Basta un distacco su una parete sopra una strada di valle perché una massa di roccia parta verso il basso, rimbalzando, scivolando e accelerando. È un evento di pochi secondi, ma la lista di ciò che può incontrare lungo il pendio è lunga: una carreggiata, un tetto, un binario, un cantiere. Maddalena Marchelli, ricercatrice del Politecnico di Torino, riassume così la posta in gioco: «L'impatto di una caduta di massi può causare vittime e feriti, interrompere le reti di trasporto, danneggiare edifici e infrastrutture e generare ingenti perdite finanziarie».
Dietro quella frase ci sono categorie di danno molto diverse fra loro, che nessun numero singolo riesce a riassumere:
Chi valuta il rischio deve tenerle insieme. Una barriera che salva la carreggiata non è necessariamente la misura che protegge le case più a valle, e un conto fatto solo sui danni materiali dice poco su quante persone passano di lì ogni mattina.
Per molto tempo i modelli hanno seguito il masso come se restasse intero dalla partenza all'arresto. Nella realtà succede spesso il contrario: la roccia urta il pendio e si rompe. «Quando un masso in caduta si frammenta in più pezzi, il pericolo che ne deriva può cambiare drasticamente, influenzando l'area esposta all'impatto e il potenziale danno causato», spiega Marchelli.
Da una traiettoria sola ne nascono molte, alcune più corte, altre più lunghe, con l'energia ripartita in modo completamente diverso. Trascurare la frammentazione non è una scelta neutra: sposta la stima in una direzione precisa, e quasi sempre verso il basso.
RIDETHERISK, progetto sostenuto dalle azioni Marie Skłodowska-Curie, ha messo questa fisica dentro il software. Il gruppo ha sviluppato un modello di propagazione fondato su principi fisici e il codice RockFRAG, calibrato con campagne sperimentali e verificato su casi reali. Non si tratta di aggiungere un coefficiente di sicurezza a occhio, ma di descrivere il momento in cui il blocco si divide e di seguire ogni frammento fino a dove si ferma.
La seconda mossa riguarda il modo di usare i risultati. Invece di scegliere qualche caso rappresentativo, lo strumento integra l'intera gamma degli eventi possibili, considera insieme le conseguenze sociali ed economiche e tiene le incertezze in evidenza anziché nasconderle in un valore medio.
Secondo Marchelli, «le stime di rischio che ne derivano sono più complete e si adattano in maniera migliore a supportare un processo decisionale informato sul rischio e l'elaborazione di strategie di mitigazione efficaci».
Il metodo non è rimasto in laboratorio: è stato applicato ai corridoi di trasporto alpini e alle miniere a cielo aperto. Sono due contesti in cui l'errore si paga subito, perché in gioco ci sono strade percorse tutti i giorni e cantieri dove si lavora sotto pareti instabili.
Un lavoro del genere sta esattamente sul confine fra tre cose che spesso vengono studiate separate: geologia applicata, meccanica e programmazione. Serve capire come si rompe una roccia, serve scrivere il codice che la segue e serve poi tradurre i numeri in una decisione su dove spendere.
Il progetto è coordinato dal Politecnico di Torino con un contributo UE di 238 938,00 EUR, nell'ambito della convenzione 101103401, dal 1º novembre 2023 al 30 aprile 2026. E il punto finale, dice Marchelli, non è il modello: «Valutazioni del rischio più accurate consentono di prendere decisioni più informate, adottare misure di mitigazione più efficaci e garantire un'allocazione più efficiente delle risorse, tutti elementi che contribuiscono a ridurre il rischio e a rafforzare la resilienza».
La frammentazione di un masso in caduta non è un dettaglio da specialisti: cambia quanta area viene colpita, con quanta energia e quante volte. RIDETHERISK la porta dentro il calcolo con il codice RockFRAG e con una valutazione che guarda a tutti gli scenari, non solo a quelli comodi. La lezione per chi studia è semplice: un'ipotesi che rende i conti più facili raramente li rende più sicuri.
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